martedì 13 luglio 2010

Subiaco

Qualche giorno fa abbiamo colto l’occasione per andare a visitare i monasteri di Subiaco, neanche a dirlo, siamo arrivati in tempo giusto per vederne uno, ovviamente quello meno importante.
Non importa la giornata è stata bella lo stesso grazie alla visita che ci è stata consigliata dalla guida del monastero di Santa Scolastica.
Lei ci ha suggerito di andare a visitare il paese di Cervara, un posto incantevole, dove si arriva solo a piedi grazie alla salita di una infinita scala.

Il paese è fatto di vicoli che si intrecciano fra di loro, le macchine non possono arrivare al paese e quindi il silenzio regna tra le case, udire il chiacchiericcio delle donne fuori alla porta di casa è facile.
La caratteristica che rende unica Cervara è la presenza degli artisti che abitano il paese.
Lungo le strade è facile incontrare poesie scritte sui muri, sculture o dipinti.


Eppure nulla è stato tolto al fascino povero e severo di questo paesino perso ad alta quota.
La parte meravigliosa della giornata è stata toccata con la cena.
Eravamo, con la macchiana, alla ricerca di una trattoria, magari rustica e semplice.
Ci siamo fatti guidare dal fascino di un nome che lasciava presagire tutto quello che poi abbiamo trovato; “la locanda dell’orso”.
Una locanda sperduta nel nulla, che si trova come unico edificio in mezzo alla natura incontaminata di un paesaggio montano.

Ci si arriva dopo due chilometri di strada semi asfaltata.
Prima dell’arrivo ci è stata regalata una scena incantevole, cavalli selvatici ci hanno attraversato la strada e noi siamo rimasti a guardali mentre se ne andavano con passo lento.

La locanda si presenta come un casale in mezzo al nulla, la cucina è molto semplice, nel menù due tipi di pasta e una grigliata di carne, eppure buona e casereccia come l’atmosfera che si respira.
Abbiamo deciso di tornarci soprattutto per portare con noi il telescopio, il ristorante è su una spianata e non c’è nulla che ostacola la vista del cielo e non c’è nemmeno il tanto odiato inquinamento luminoso!
Il posto merita ecco perché trovate il sito del ristorante: www.locandadellorso.it

martedì 29 giugno 2010

Gnocchetti con gamberi, salmone e barba di frate (agretti)


Tempo di preparazione: 50’
Difficoltà: *




Ingredienti per due persone:
240 gr di gnocchi quelli piccoli
200 gr di gamberi
100 gr di salmone affumicato
300 gr di barba di frate (detta anche agretti)


Pulire gli agretti o barba di frate e farli bollire sarà la parte più lunga della preparazione, vi potete portare avanti con il lavoro facendolo il giorno prima ed allora la preparazione del condimento che accompagna la pasta avverrà in pochi minuti.
Una volta che avete cotto gli agretti, scolateli e lasciateli raffreddare per 5’.
Nel frattempo mettete a scaldare l’acqua per la pasta e versate l’olio in padella con uno spicchio di aglio, portate a temperatura per friggere la barba di frate, cercate di far dorare la verdura, in questo modo assumerà il sapore e la consistenza che vagamente ricorda le alghe fritte (ho detto vagamente)
Questo permetterà alla barba di frate di divenire croccante, ottimo contrasto con la morbidezza di tutti gli altri ingredienti.


Una volta che avete fritto gli agretti li togliete dalla padella, cercate di lasciare nella padella tutto l’olio che avete usato per la frittura della verdura.
Quindi nella stessa padella fate cuocere per 5’ i gamberi, quando mancano 2’ aggiungete il salmone affumicato che avrete tagliato a quadretti sottili, in questo modo si amalgama meglio con la pasta.
Quando la pasta sarà cotta, la aggiungerete agli agretti e ai gamberi con il salmone.
La ricetta è davvero perfetta perché la preparazione è davvero veloce se avete gli agretti già sbollentati.
Come avrete notato non esistono molte foto di questa ricetta, io ho solo messo insieme due o tre ingredienti che mi giravano per la testa da un po’ e chi si aspettava che veniva così buona?

domenica 27 giugno 2010

Insalata di mele con sesamo e aceto balsamico



Tempo di preparazione: 10’
Difficoltà: *



Ingredienti per due persone
8 foglie di lattuga romana (quella a foglia lunga)
1 mela
20-30 gr di sesamo
Un filo di olio e di aceto balsamico


E’ una ricetta veloce e fresca, adatta a queste serate finalmente estive. Ottima per quando si rientra a casa dopo una giornata passata al mare come abbiamo fatto ieri.

Tagliate la mela a fettine e mescolatela con la lattuga che avrete tagliato una volta pulita.
Fate tostare i semi di sesamo in un pentolino per circa 4’.
Nel frattempo emulsionate l’olio e l’aceto balsamico con il sale.
Versate sopra i semi di sesamo e poi l’olio con l’aceto.
Se volete potete aggiungere scaglie di parmigiano grattugiato.


mercoledì 23 giugno 2010

Gnocchi con pesce spada e cicoria.


Tempo di preparazione: 30'
Difficoltà: *



Ingredienti per due persone:
250 gr gnocchi (quelli piccoli)
400 gr circa di cicoria
1 fetta di pesce spada


Di questa ricetta esistono davvero poche foto. Perché?
Perché  mentre ideavo la ricetta pensavo che non sarebbe venuta un granché, d'altronde non si può inventare una ricetta con gli unici ingredienti nel frigo e pensare che venga così bene da metterla sul blog.
Il mio blog è fatto solo di ricette che meritano, ovviamente, per me, alcune sono strabilianti e altre buone, ma tutte meritano di essere cucinate più volte.
Così pensando che il risultato non sarebbe stato gradevole non ho scattato foto durante la preparazione, poi, una volta assaggiato il primo boccone sono andata a prendere la macchina fotografica.



Fate soffriggere l’olio con aglio e peperoncino e cuocete la cicoria,che avrete tagliato in più parti per evitare che si arrotoli in un'unica forchettata.
Aggiungete poco sale visto che il pesce spada è già saporito. Mentre la verdura è in cottura tagliate il pesce spada a dadini e quando la verdura sarà cotta aggiungetelo alla padella. Fate cucinare a fuoco moderato per circa 5’, vi ricordo che per mantenere la tenerezza della carne il pesce spada ha bisogno di una cottura veloce. Fate raffreddare un poco e dopo aggiungete un cucchiaino di mascarpone, mescolate bene affinché si amalgami.
Nel frattempo avrete portato a bollore l’acqua e cuocete gli gnocchi. Non rimane che buttarli in padella una volta scolati e servire.

sabato 12 giugno 2010

Sformato di funghi su crema di patate e panna.



Tempo di preparazione: 1h
Difficoltà: **




Ingredienti per due persone
300 gr porcini o se volete un gusto più lieve funghi prataioli
150gr patate
100 gr mascarpone
50 gr parmigiano
1 uovo
50 gr panna fresca per il soufflè
25 gr panna fresca per la crema
Prezzemolo


Come vi ho già raccontato qui sono stata lontana dai fornelli.
Eccomi di nuovo, ora che lo studio sembra lontano faccio fatica a riprendere il ritmo di una vita “normale”.
Da questo anno sono di nuovo una studentessa, non lo avrei mai detto, eppure eccomi, quasi alla fine di questo tortuoso e lungo percorso.
E come l’altra volta ho davvero voglia di cucinare per giorni interi!



Pulite i funghi e lasciateli cuocere in padella con un goccio di olio. Frullateli nel mixer insieme al prezzemolo, l’uovo, al parmigiano e al mascarpone.


Sistemate il composto negli stampi di silicone, che vi rendono facile estrarre il soufflè una volta fatto. Passate al forno a 180’ per 30’ a bagnomaria.


Mentre il soufflè si cuoce nel forno passate alla salsa.
Fate bollire una patata media (pesa circa 150 gr) quando sarà quasi completamente cotta passatela nella padella con un goccio di olio e uno spicchio di aglio. Una volta che il tutto sarà cotto frullate le patate con l’aglio, ebbene si, il gusto dell’aglio si sposa bene con la dolcezza della panna che andrete ad aggiungere una volta che sarà frullato.
Tirate fuori gli stampini di silicone dal forno, estraete il soufflè, adagiate sul piatto la crema di patate e sopra il soufflè.

In Special modo oggi voglio ringraziare Mario che mi ha permesso di provare il distanziatore, prestandomi il suo. Un gesto MOLTO apprezzato.
Devo fare un pò di pratica con lo strumento, ma che dite, gli inizi non sono fantastici?

sabato 5 giugno 2010

Riso al latte. Una versione classica e una personale.



Tempo di preparazione: 20’
Difficoltà: *




Ingredienti per due persone

Per la versione classica.
80 gr riso
350 ml latte
un poco di vaniglia
scorsa di mezzo limone

Per la versione personalizzata
80 gr riso
350 ml latte
Scorsa di mezzo limone
Mezza mela
Mezza pera
Una spruzzata di cannella


E' da quando sono andata a Madrid che ho in mente di farlo, io e i miei amici eravamo alla ricerca dispertata di questo dolce che vedevamo nei menu ma era sempre finito. Alla fine sono partita da Madrid con la voglia di mangiarlo e alla fine...me lo sono fatto!
Per la versione classica. Mettete a fuoco lento il latte, versate la scorsa di un limone, mi raccomando fate in modo che non ci sia la parte bianca della buccia che da il sapore amaro.

Ecco la versione personalizzata

Aggiungete il riso e la vaniglia. Lasciate cucinare facendo attenzione che non si attacchi e che non si formi la panna, per cui dovete girare spesso soprattutto verso la fine.
Per la versione personalizzata aggiungete la frutta e aggiungete la cannella, il procedimento è lo stesso.

e questa è quella classica

Una volta che si sarà assorbito tutto il latte dovrete posizionarlo nel contenitore che più vi piace o per dargli la forma che volete o per portarlo a tavola. Il dolce va servito freddo o appena tiepido, dipende dal gusto e dalla presentazione che vorrete dargli.



Viene veramente da PAURA!


E poi questa è stata l'occasione per utilizzare le fantastiche scorze d'arancia che mi aveva regalato la mia amica....


giovedì 3 giugno 2010

Maiale su crema di ceci.

Tempo di preparazione: 40'
Difficoltà: *



Ingredienti per quattro persone:
250 gr di maiale
250 gr di ceci
alcune foglie di salvia
1/2 bicchiere di vino rosso

    


Perchè non si realizzano i desideri?
Perchè costa un'enorme fatica! Ecco perchè!
Ieri mi sono presa un pò di tempo per me. Ho evitato di fare quello che DOVEVO fare e mi sono dedicata a questa meravigliosa passione che è la cucina.
Ho preparato due ricette, in realtà ne avevo in mente quattro, perchè si può anche stare lontano dai fornelli fisicamente, ma con la mente è tutt'altra cosa.
Di queste due ricette ne presento una sola, perchè l'altra è un indescrivibile accozaglia di sapori, daltronde è così, in cucina se non ci provi non lo puoi sapere.





Per i ceci ho usato quelli già cotti.
Li ho messi in una padella con un goccio di olio e li ho lasciati cucinare  per circa 20'.
La crema così ottenuta verrà utilizzata come base del piatto.
Nel frattempo ho cucinato il maiale con l'olio e le foglie di salvia e un pizzico di sale.
Durante la prima parte di cottura ho sfumato con il vino.
Terminata la cottura ho posizionato il maiale sopra la crema di ceci e ho decorato con le foglie di salvia.


giovedì 27 maggio 2010

Come fare il pane


Tempo di preparazione: dalla notte prima
Difficoltà: ***

Ingredienti per una pagnotta di kg 800gr
300 gr farina 00
100 gr di farina di grano duro
100 gr di farina integrale
5 dl di acqua circa
200 gr olive nere denocciolate
Tre pizzichi di sale
20 gr di lievito di birra (sarebbe poco meno di ½ di panetto di lievito di birra da 25gr)
una spolverata di semola di grano duro (importante per far venire una bella crosta)


Come fare il pane, devo dirvi la verità, fare il pane mi spaventava, non l’ho mai visto fare, mia madre non saprebbe neanche da dove cominciare. Domande come “Come si fa a lievitare il pane, quanto tempo ci vuole, come si impasta, a che temperatura si cuoce e per quanto tempo” mi perseguitavano.
Partendo da queste basi è facile immaginare come fossi già disperata in partenza.
Ma la cosa migliore in cucina è: PROVARE, provare sempre.
Il tutto è iniziato dalla ricetta che ho avuto dal fratello di Giovanna, un’amica che condivide con me le lunghe otto ore lavorative dal lunedì al venerdì.
Suo fratello, Paolo, è un uomo tutto fare, cucina e ama i lavori manuali, semplicemente una perla rara.
La ricetta che vi presento però non è quella che mi ha dato lui, semplicemente la sua ricetta è servita come base di partenza, soprattutto mi è servito capire quale fosse la procedura.
Per questo vi invito a fare i vostri tentativi, aggiungete quello che ritenete necessario, il vostro gusto vi guiderà, ma quello che troverete veramente importante in questa ricetta è la procedura,oltre i filmati!!
Come si fa a lievitare il pane, quanto tempo ci vuole, come si impasta, a che temperatura si cuoce e per quanto tempo. Queste sono informazioni basi che servono per la creazione di qualsiasi tipo di pane, per il resto potete cambiare gli ingredienti per renderlo più piacevole al vostro gusto.
La cosa più difficile è rappresentata dall’impasto, sapete che esiste una procedura per impastare correttamente il pane? Affinché il pane si gonfi come una bella pagnotta?
Ho già caricato e continuerò a caricare i filmati di come F. impasta,  questo soprattutto vi farà comprendere la parte più difficile.
Seguirete con i filmati tre fasi principali:
1. iniziare ad impastare dopo aver preparato la fontana
2. effettuare la fase di impasto più lunga amalgamando il tutto
3. "Impagnottare"  termine inesistente ma che rende bene l'idea della fase finale

Mano a mano che continuerò a preparare il pane per i miei fine settimana aggiungerò le foto.


Partiamo.
Innanzitutto se togliete le olive nere dagli ingredienti otterrete la ricetta base per una pane semplice, dal gusto rustico dato dalla farina integrale, se vi piace il pane bianco allora togliete la farina integrale e sostituitela con la farina 00.
Il tempo di preparazione varia molto, potete seguire due indicazioni:
1. mettere a lievitare il pane la sera prima
2. mettere a lievitare il pane il giorno stesso in cui volete che sia pronto.

Vi consiglio la prima possibilità, perché una lievitazione più lunga rende il pane più digeribile.
Nel caso in cui optiate per la seconda possibilità questi sono i tempi di lavorazione:
far lievitare il pane per circa 3-4 ore, rimpastare e farlo lievitare per un’altra ora al massimo due ore e poi infornate. Oggi troverete la ricetta per la prima possibilità, mettere a lievitare il pane dalla sera prima, ma vi farò presente, durante la spiegazione della ricetta, tutte le varianti per la seconda possibilità.

Prima di tutto dovete sciogliere il lievito di birra in un bicchiere di acqua tiepida, mi raccomando non deve essere calda altrimenti i saccaromiceti muoiono e il vostro pane non lieviterà.
La temperatura ideale della vostra cucina (non dell'acqua ovviamente!) per i saccaromiceti si attesta verso i 27 gradi per cui evitate correnti d’aria in cucina mentre effettuate la preparazione.
Sciogliete il lievito nell’acqua con il coltello con cui l’avete tagliato e lasciatecelo per almeno 10’
Nel frattempo versate i tre tipi di farina sul ripiano di lavoro e aggiungete il sale. Attenzione il sale blocca la lievitazione, ma devo dire che se poi lo lasciate lievitare tutta la notte non si hanno grandi problemi, ad essere sincera non ho trovato problemi neanche con la lievitazione che dura 4 ore.
Amalgamate con le mani i tre tipi di farina, giusto affinché si possano mischiare tra di loro e il sale.
Portate sul piano di lavoro il bicchiere con l’acqua e il lievito di birra e il resto di acqua che vi occorre.
Disponete la farina mischiata a fontana e iniziate a versarci il bicchiere di acqua con dentro il lievito di birra.
Impastate portando la farina che è ai bordi verso il centro e poi aggiungete altra acqua.






Questa prima fase risulta molto facile, passiamo a come proseguire l'impasto, il video che segue è la continuazione del video precedente



Ora avete bisogno di capire come si effettua il resto dell'impasto, questa secondo me è una delle parti più difficili perchè è in questi movimenti che farete prendere l'aria all'impasto al fine di ottenere la giusta "nervatura" Con questo termine voglio intendere quelle sacche d'aria che si creano tra una parte dell'impasto e l'altra e che diventeranno, una volta che il pane è cotto, gli spazi che rendono soffice un pane ben lievitao.
Prima del video vi faccio vedere due foto per rendere chiara l'importanza della "nervatura" (sostanzialmente gli spazi d'aria)
La prime due foto mostrano l'impasto prima della cottura, dopo che ha lievitato.



La seconda foto mostra il pane già cotto.



Avete fatto caso che il pane da cuocere conteneva l'uvetta e quello cotto era senza nulla?
Ve l'avevo detto che avrei aggiunto le foto mano a mano che facevo il pane e fare il pane è bello anche perchè ti puoi sbizzarrire.
Per la variante con l'uvetta gli ingredienti sono:
- sostituire alla farina integrale quella di grano duro
- aggiungere circa 150 gr di uvetta precedentemente ammollata in acqua calda
- naturalmente eliminare le olive dagli ingredienti!!!
- aggiungere lo zucchero se volete (io preferisco di no)
- mettere solo due pizzichi ridotti di sale

Il pane con l'uvetta è davverò una bontà per la colazione.

Continuiamo con nostro lavoro.
Il filmato che segue vi inizia a mostrare come impastare correttamente per ottenere una pagnotta ben fatta.



Lo scopo di questa fase è che le fibre vengano impastate sempre in un verso.
L’importante è che il tempo che passate ad impastare duri una diecina di minuti.

Ecco la prima parte dell'impasto


Ora segue la parte finale dell'impasto


Ed eccoci all'ultimo filmato che chiarisce la fase dell'impagnottamento.
State attenti a tutti i movimenti fino alla fine.



Questa operazione è da compiere anche dopo che il pane ha lievitato e poi andrà infornato. In questa ultima lavorazione va fatta una spolverata di semola di grano duro che aderendo alla parte esterna dell'impasto permetterà la formazione di una crosta croccante.




Ora che avete terminato l'impasto mettetelo in una ciotola e riponetelo nel forno. Ora avete due possibilità, se lo lasciate lievitare tutta la notte, bagnate un canovaccio, strizzatelo e ponetelo sopra la ciotola, poi mettete tutto nel forno.
Se lo fate lievitare per 4 ore mettete la ciotola nel forno, aggiungete un pentolino di acqua e accendete la luce del forno, mi raccomando solo la luce del forno!


Ora che il tempo è trascorso (tutta la notte o 4 ore)
Tirate fuori l’impasto che sarà lievitato,vedere il pane che lievita vi darà grande soddisfazione perché tutto procede per il verso giusto.
Attenzione a come si presenta dopo la nottata. Il canavaccio bagnato non riuscirà ad ostacolare la forza lievitante del pane perciò se tutto è andato bene l'impasto si sarà tanto sollevato nel contenitore che avrete scelto da attaccarsi al canavaccio (io uso un contenitore abbastanza alto). Altrimenti avrà lievitato ma non si sarà attaccato al canavaccio (fa niente ma non otterrete una lievitazione perfetta, in questo caso, siete sicuri che il lievito era fresco? Che non lo avete tenuto troppi giorni in frigo?)
Ora la procedura cambia se effettuate la lievitazione che dura tutta la notte(fase 1) o se decidete di far lievitare il pane lo stesso giorno in cui lo cuocete (fase 2);

1. lievitazione che dura tutta la notte.

La mattina dopo vi svegliate, sarà sabato o domenica mattina visto che non sarete al lavoro!
Tirate fuori la ciotola con l’impasto lievitato dal forno e mettete l’impasto sul tavolo su cui avrete portato la farina di grano duro. Prima di iniziare la lavorazione accendete il forno a 200 gradi con il calore che proviene sia dall’altro che dal basso del vostro forno e posizionate sulla teglia la carta da forno. Attendete che il forno abbia raggiunto la temperatura scelta e iniziate a lavorare per l'ultima volta l'impasto.
“Impagnottate” il pane senza rimpastarlo, semplicemente cercate di portare la parte laterale della pagnotta verso l'interno. Usate la semola di grano duro per effettuare la procedura spolverizzandola sulla parte esterna, vi ho già detto che dovete usare la semola di grano duro perchè questo vi permetterà di rendere la crosta croccante.
Sostanzialmente ripercorrete la procedura dell'ultimo filmato, spolverizzando sulla parte esterna la semola di grano duro . Un attimo prima di infornare fate la croce sulla parte alta del pane con un coltello. In questo modo il pane tenderà a formare una crosta davvero fantastica.

Ora vi mostro cosa succede se non effettuate questo talgio.
Nella foto che segue vedrete come il pane lievita e si gonfia da una parte sola perchè il taglio non è stato fatto. (me ne sono dimenticata!!!)





AVETE FINITO! Vi tocca solo aspettare che il pane sia cotto, il che significa circa 1ora e 30 minuti. Per decidere se il pane è cotto fate affidamento a due sensi:

La vista: la carta da forno diventerà ambrata e così anche la crosta del pane.
L’odore: siete in un’altra stanza e arriva quell’odore di pane appena fatto, io non ho mai visto fare il pane in casa, ma non dubitate, da quell’odore saprete che il pane è fatto.
Non vale se siete in cucina!!!


2. Lievitazione e cottura lo stesso giorno: in questo caso avete bisogno di una doppia lievitazione, la prima come vi ho detto dura 4 ore circa, passate queste quattro ore, tirate fuori l’impasto e rimpastate come da procedura sopra descritta, usate poca farina di grano in questa fase. Posizionate di nuovo l’impasto nella ciotola e rimettete in forno come prima (luce accesa e pentolino d’acqua) aspettate un’altra ora al massimo due. E seguite la procedura per “l’impagnottamento” finale come descritto nella procedura 1.
Togliete il pentolino dal forno, portate il forno a temperatura (200 gradi) e infornate con la carta da forno sulla teglia. E da qui tutto il processo è identico. Dovete aspettare che si cuocia e quindi potete proseguire leggendo da dove dico: “AVETE FINITO!”


Ora non vi rimane che sentire il rumore della crosta che si sbriciola mentre addentate il pane ancora fumante! Devo dire che la soddisfazione che dà fare il pane in casa è incredibile, avere il pane caldo fra le mani vi permette di assaporare una cosa ormai rara per chi come me vive in città.



Oltretutto quello che all’inizio sembra una procedura difficilissima se ripetuta vi risulterà davvero facile, le tre stelle che ho messo nel campo difficoltà, all’inizio della ricetta, sono solo per chi prova la prima volta e non sa dove mettere le mani, già dalla seconda volta tutto risulterà molto semplice e dalla terza addirittura facile. Ecco perché io preferisco farlo la sera prima, perché una volta che hai preso confidenza con l’impasto lo puoi fare direttamente il venerdì sera e averlo pronto per il sabato a pranzo e camparci di rendita per tutto il fine settimana (ovviamente se siete solo in due!)
Inoltre il pane si mantiene bene fino al giorno dopo, per i giorni successivi non saprei dirvi se si mantiene perché di solito finisce la domenica!!

Su internet ho letto veramente di tutto, anche coprire il pane durante la lievitazione con una coperta, francamente non ho trovato differenze con l’uso della coperta, la mia cucina è abbastanza calda, forse una simile accortezza è utile quando si hanno ambienti freddi.



Ora scusate, vado a tirare fuori il pane dal forno!



--------------Aggiornamento al 4 jun----------------------
Come vi avevo accennato prosegue con il caricamento delle foto.
Ho preparato altri due tipi di pane:
uno salato; il pane con pomodori secchi e olive nere
uno dolce; il pane con l'uvetta.
Vi ho già scritto sopra la ricetta del pane con l'uvetta e se vi ricordate c'è già inserita una foto dell'impasto lievitato ma non cotto, ecco quì la foto del pane pronto, con accanto un bel bartattolo di marmellata fatta in casa, che tipo di marmellata? Un tentativo azzardato: banane e limoni.
Nei giorni scorsi ho fatto anche pere e limoni ma non ho fatto in tempo a fotografarla che già era finita!

Allora andiamo per ordine: ecco la foto del pane con i pomodori secchi e le olive:

Gli ingredienti sono:
300 gr farina 00
100 gr farina di grano duro
100 gr farina integrale
semola di grano duro
40 gr di olive nere infornate a cui toglierete il nocciolo
30 gr di pomodori secchi.
Allora il procedimento è identico a quello già proposto solo che alle olive infornate (che avrete comprato al banco del supermercato) avrete tolto il nocciolo e le avrete tagliate. I pomodori secchi saranno stati sgocciolati e tagliati.
Poichè entrambi questi ingredienti risultano essere salati dovete schiaquarli sotto l'acqua e aggiungere un pizzico in meno di sale all'impasto. Poi proseguite come avete già letto.

Ed ora solo la foto del pane con l'uvetta visto che la ricetta è sopra:


giovedì 20 maggio 2010

Gelato al miele con granella di noci.




Tempo di preparazione; 1 ora
Difficoltà: *






Ingredienti per una persona
60 gr gelato fior di panna
1 noce
La punta di un cucchiaino di miele
Una spruzzata di cacao


Sono di nuovo in piena attività lavorativa, questo mi lascia poco tempo per la cucina, un peccato per me, ma sono agli sgoccioli di un cammino durato anni e sebbene non sia facile tenere tre palle in mano come un giocoliere, le guardo volare in aria , dopo che le ho lanciate e finalmente sorrido.



Per questo la ricetta di oggi è facile e veloce. Gli ingredienti sono giusto per un assaggio, la quantità per una persona è quella che si evince dalla foto quì sotto.

Questa è una ricetta che ho gustato in un ristorante ad Ostia antica (vicino Roma) e la bontà mi ha allettato a rifarla a casa e a riproporla sul blog.
Lasciate che il gelato si sciolga. Deve diventare completamente liquido. Spruzzate sopra il cacao e mischiate. Triturate tutta la noce, ad eccezione di una parte da usare come decorazione.

Mischiate la noce tritata e aggiungete il miele. Fate attenzione, se il contenitore che contiene il gelato è ancora freddo il miele tenderà a rapprendersi. Per ovviare a questo problema potete mettere il gelato sul fuoco molto dolce per un minuto e poi mischiare il miele. Tutta l’operazione deve durare giusto pochi momenti proprio per permettere solo che il gelato non sia freddo.

Ora che avete mischiato tutti gli ingredienti, posizionate il gelato nel surgelatore.

Potete sistemarlo nella pellicola e dargli la forma di una palla lavorandolo con le mani. Ci vorrà un po’ prima che riprenda la consistenza giusta, vi consiglio di preparalo almeno due giorni prima. Quando sarà pronto servitelo nella coppa e ponete sopra il gheriglio di noce rimasto.


lunedì 3 maggio 2010

Talgiata di tonno all'aceto balsamico.


Tempo di preparazione: 10'
Difficoltà: *


Ingredienti per due persone:
400 gr di filetto di tonno
1/4  di bicchiere di aceto balsamico
1 cucchiaio di zucchero

Qualche tempo tempo fa ho cucinato il filetto di tonno con i semi di sesamo e papavero. Questa volta ho voluto sperimentare una ricetta il cui risultato supera quello ottenuto con i semi, seppur estremamente buono.

Innanzitutto fatevi tagliare dal pescivendolo il filetto di tonno in un unico pezzo, sarete poi voi a tagliarlo a seconda di quanto grandi saranno i pezzi che vorrete servire.
Ricordatevi sempre però che la tagliata vuole una cottura minima, 4’ al max. Per questo i pezzi non dovranno mai essere troppo grandi al fine di permettere in così poco tempo una cottura anche nel centro del pezzo.
Come prima cosa preparate l’aceto balsamico facendolo andare a fuoco lento con lo zucchero.
Seguite la cottura perché l’aceto non deve restringersi troppo, considerate sempre che si solidifica sempre un po’ quando si raffredda.
Passate al taglio del filetto. Su ogni pezzo passate giusto qualche goccia d’olio e spalmate l’olio sul filetto con le mani.
Scaldate la padella e poi a fuoco basso cuocete il filetto, due minuti da una parte e due minuti dall’altra.
Sistemate sul piatto qualche foglia di rucola, adagiatevi il tonno e versate sopra l’aceto balsamico.
Potete provare anche con il salmone.