mercoledì 17 giugno 2015

Lille, Nord della Francia.



Ti accorgi che il Belgio è davvero piccolo quando per andare al mare vai in Olanda e per comprare il divano letto vai in Francia.
Ora mi chiedo, cosa si può fare in Germania che non posso fare in Belgio?

Mogli e buoi dei paesi tuoi: avreste mai pensato che Belgio e Olanda non sanno cosa voglia dire divano letto?
Semplicemente loro non lo usano. Fatta eccezione per il solo modello dell’ikea e quello quasi estinto che pochi negozi ti mostrano sul catalogo, per il resto il divano letto te lo sogni.
Io mi domando: commesso, veramente pensi che mi compro un divano letto dal catalogo senza averlo visto, toccato e provato?
E quindi eccoci qui in macchina, un’ora e mezza ci dividono dal confine con la Francia dove si trova una catena di negozi italiani presente anche in Francia.
In esposizione ci sono ben tre e dico TRE divani letto….e non mi sembra vero.

Finalmente il divano letto è comprato!

Ne approfittiamo per fare una passeggiata a Lille.
Quando arriviamo mi rammarico subito del fatto che staremo solo per poco tempo. Riusciamo a dedicare alla città solo due ore.
La Grande Place è un po’ caotica. E’ sabato pomeriggio e c’è un sacco di gente fra turisti e locali. Oltretutto il traffico è permesso. Le macchine passano proprio in mezzo a questa piazza grandissima, tagliandola a metà.
Che peccato. Mi sono abituata ai centri pedonali dove puoi passeggiare in tutta tranquillità senza il rumore e il dover far attenzione alle macchine.


Ci incamminiamo in una vietta che ci porta al palazzo dell’opera. Nel mentre, in una specie di chiostro, ci imbattiamo in una vendita all’aperto di libri usati. Compriamo delle stampe per la stanza di nostra figlia, per quando ci trasferiremo al piano di sopra.





Eh si perché ci muoviamo in un appartamento più bello e più grande. Non oso immaginare la vista sulla cattedrale e sui tetti quanto sia più romantica di quella che vediamo ora dal nostro appartamento che è al piano di sotto.
Finiamo per ritrovarci in una via limitrofa colma di bar e ristoranti, ci fermiamo per un drink e dopo aver comprato le scarpe alla piccola ci incamminiamo sulla via del ritorno.
Spero che riusciremo a cogliere un’altra occasione per venire. Per ora siamo stanchi morti e il rientro a casa richiede un’altra ora e mezza.

lunedì 8 giugno 2015

Bulgur con friggitelli


Difficoltà: *
Tempo di preparazione: 20'



Ingredienti:
150 gr Bulgur
300 ml acqua
due zucchine
quattro asparagi bianchi
una cipolla rossa
80 gr friggitelli

Portate ad ebollizione i 300 ml di acqua, quando bolle aggiungete il sale e versate il bulgur e lasciate sul fuoco due minuti.
Togliete dal fuoco e lasciate che il bulgur assorba tutta l'acqua.
In una padella lasciate cucinare in poco olio la cipolla rossa e le altre verdure.
Una volta cotte aggiungete il bulgur che si sarà gonfiato avendo incorporato tutta l'acqua.
Servitevi di un coppapasta per la decorazione e servite in tavola.




Da quando è nata mia figlia non ho più il tempo di seguire la mia passione.
Cucino ancora, ma con sempre meno impegno.
Avere a disposizione qualche ora per starmene in cucina è impossibile e quando ho un’ora di tempo è sempre da usare per fare altro.
Oltretutto fra I fornelli e mia figlia che mi chiama non vorrei scegliere diversamente. Nonostante sia felice di prediligere mia figlia ai fornelli, c’è di fondo un pò di malinconia nel sapere che le passioni si accatastano e si impolverano in un angolo della tua vita.

Poi ultimamente ho di fronte a me qualcosa di difficile da affrontare che richiede tempo ed energie.
E la cucina rimane indietro, l’apprendimento delle tecniche fotografiche anche.

Mi sembra un’altra vita quella in cui ho scattato l’ultima foto ad un piatto pensando con attenzione come volevo fare la foto, settando la mia lampada da fotografia, cercando un’angolo in casa con la luce giusta, aprendo quel libro di fotografia con i consigli su come fare.
Quanto tempo è passato da allora? Due anni. Era una ricetta con i gamberi.

Le passioni hanno bisogno di tempo.
E l’unico tempo che ho è adesso, le 3:46 di notte e non riesco a dormire.
Ne approfitto per questo post senza senso.
Ne approfitto per postare la ricetta di una settimana fa, con una foto scattata col mio cellulare, fatta in fretta, su un piatto che non è quello che avrebbe dovuto essere, scattata così solo perchè una volta messo sul piatto questo bulgur sembrava carino.
Il colore del piatto è sbagliato, non c’è nessuna presentazione della pietanza, la foto è quella che è.
Ma la ricetta è buona e facile, vale la pena di postarla.
Facile e veloce come tutte le ricette che cucino ormai.


lunedì 8 dicembre 2014

Insalta di polpo.






Tempo di preparazione: 90’
Difficoltà:**



Ingredienti per quattro persone
Un polpo
Due carote
Una scorsa di sedano
80 gr di olive di gaeta
Prezzemolo.



Alla fine è partita. Ha preso il volo ieri ed è tornata a Roma. Mia madre è stata con noi per un lungo tempo, per prendersi cura di mia figlia che altrimenti sarebbe dovuta andare all'asilo a tre mesi.
Mi piangeva il cuore mentre ancora ero in maternità al pensiero che mia figlia sarebbe stata al nido dalla mattina alla sera.
Per cui abbiamo deciso che mia madre sarebbe venuta a stare con noi appena avrei ripreso a lavorare, fino a ieri.
E' stato bello e difficile allo stesso tempo, non nego che una convivenza così lunga sia facile.
Ma è stato bello, sono grata per aver vissuto un così lungo periodo con lei, senza mio padre, mio fratello o i miei nipoti nei dintorni.
Siamo state bene insieme tre donne di questa famiglia: nonna, mamma e figlia.

Abbiamo goduto appieno una quotidianità fatta di semplicità, ricette da cucinare e lunghe passeggiate.....poi anche un pò di televisione, giusto quei quattro canali italiani che si prendono qui e che solo lei poteva guardare, perchè per me la televisione ormai è solo uno strumento per imparare meglio le lingue.

Devo dire che è stato strano alzarsi stamattina con mia figlia in braccio e non trovarla più in cucina a preparare la colazione.
La casa vuota e silenziosa mi ha ricordato i ritmi concitati di ieri per portarla in aeroporto e poi quel saluto appena prima dei controlli, quel saluto in cui tante parole già dette nei giorni precedenti sembravano non bastare mai per dire grazie, ma anche quanto sono stata bene e quanto mi mancherà. 

Pochi giorni prima che partisse le ho chiesto di cucinare l'insalata di polpo, così che potessi seguirla in ogni passaggio e farla diventare anche una mia ricetta.

Eccola qui quindi, l'insalata di polpo di mia madre, mangiata centinaia di volte e mai cucinata.
Eccola qui questa ricetta affinchè da oggi possa cucinarla anch'io e, a dispetto dei chilometri che ci separano, sentire mia madre un pò più vicina.

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 Sciacquate il poplo sotto l’acqua, se avete comprato un polpo già pulito non rimane che rimuovete il becco che è al centro dei tentacoli.

Fate bollire l’acqua che avrete salato e tenendo il polpo per la testa immergetelo velocemente per tre volte consecutive nell’acqua bollente.

Serve a far arricciare la parte finale del tentacolo e a renderlo più bello esteticamente per la presentazione.

C’è da dire però che in questa ricetta, una volta cotto, il polpo verrà tagliato a pezzetti piccoli per cui sarà difficile vedere il tentacolo arricciato.

Mentre il polpo è in cottura passate alla preparazione delle verdure.

Tagliate a julienne la carota e il sedano.

Tagliate a pezzetti le olive.

Mettetele nel piatto da portata e mescolate con l’olio.

Una volta che il polpo è cotto, lasciatelo stemperare nella sua acqua di cottura.

Rimuovete la pelle e tagliatelo a pezzi piccoli.

Infine mettetelo nel piatto da portata insieme alle verdure. Una spolverata di prezzemolo e mischiate accuratamente.

lunedì 1 dicembre 2014

Minestra Thai a modo mio.

 
Difficoltà: *
Tempo di preparazione: 30’

Ingredienti per quattro persone:
200gr noodles
1 broccolo
½ peperone
uno spicchio di zenzero
qualche foglia di coriandolo


 
Sarà che da quando è nata mia figlia sono riuscita ad andare al thai solo una volta, sarà che lo scorso we al mercato mi hanno regalato tanto coriandolo, sarà che lo zenzero che avevo comprato ormai è quasi essicato e che finalmente ho trovato un pò di tempo per cucinare.

Il ristorante Thai dista da casa mia circa due minuti a piedi, eppure da quando è nata mia figlia (ormai quasi sei mesi fa) sono riuscita ad andarci una sola volta.
Perchè tra allattamento, sonno, bagnetti, lavoro e tanta stanchezza non sono riuscita a trovare il tempo ma soprattutto la forza di andarmente al ristorante.

Praticamente a parte due volte qui a Mechelen, per il resto il ristorante è quella esperienza angosciosa della nostra vacanza in Francia.

Genitori appena sfornati e alle prime armi, con mia figlia poco più di due mesi abbiamo deciso di regalarci una vacanza nella Lorena. Una vacanza in montagna che nella nostra mente doveva essere fatta di escursioni con marsupio per passeggiare tranquillamente con nostra figlia.

Così è stato tempo permettendo perchè ad agosto il nord della Francia, oltretutto in montagna, non regala giornate soleggiate dalla mattina alla sera.

Ok poco male, eravamo partiti con l’idea che avremmo preso quello che di buono poteva esserci da una vacanza con una figlia di appena due mesi.

La tragedia si è scatenata la sera, quando dovevamo  solo scendere dalla nostra camera per andare al ristorante del B&B dove avevamo prenotato tutte le cene. Si perchè davanti al pc avevamo l’opzione prenota anche la cena, ci siamo detti, ma si sai che comodo rientrare in stanza dopo una passeggiata e non dovere più uscire per andare al ristorante, si perchè davvero non vorremo mica affittare una casa e poi fai la spesa e cucina e lava ecc ecc se no che vancanza è? Ma si regaliamoci anche la cena al ristorante già preparata e servita a tavola!

Un incubo.

Cosa può esserci di più infernale di un ristorante francese per una coppia di genitori alle prime armi?
Niente.
Musica classica di sottofondo appena udibile e tutti i clienti che parlano a bassa voce, parlano? Ho detto parlano? No scusate bisbigliano che secondo me neanche loro si sentono mentre parlano.
Anzi il cameriere, mentre ordinano, non li riesce a sentire e scrive sul suo taccuino la qualsiasi cosa pur di darsi un tono sempre molto francese.

Potete immaginarvi questa coppia di neo genitori con una figlia in preda alle coliche intestinali classiche del neonato.
Non so perchè ma da allora ho una repulsione per I ristoranti, li evito come se fossero l’unico luogo in cui puoi prendersi la peste!





Eccoci appunto alla nostra minestra THAI, devo ammettere che il ristorante THAI a Mechelen sotto casa non ha nulla da invidiare a quello mio preferito ad Amsterdam.
E quindi mi manca uno dei miei piatti internazionali preferiti.
E siccome oggi ho proprio voglia di cucinare e gli astri allattamento-sonno-cose da fare si allineano, finalmente oggi si cucina!

Oltretutto è una ricetta da trenta minuti e davvero non impegnativa.
E’ la mia versione della minestra THAI perchè ogni volta varia in funzione di quello che trovo nel frigo. Ci sono solo tre variabili che rimangono sempre le stesse:
1.     le verdure si cucinano croccanti
2.     ci vuole sempre uno spicchio di zenzero
3.     ci vuole sempre del coriandolo

Purtroppo stavolta anche la variabile tre è andata persa. Perchè quando tiro fuori il coriandolo dal frigo ci trovo foglie ammuffite e ingiallite.
Che peccato!
Ma la minestra era già in preparazione.




Fate soffriggere nella pentola l’aglio con l’olio. Rendete croccanti le verdure partendo con il cuocere quelle con cottura più lunga.
Dopo una prima cottura aggiungete l’acqua un pò per volta e il coriandolo e quando bolle aggiungete i noodles.
Per i noodles con grande spessore c’è scritto che il tempo di cottura è di cinque minuti. Io trovo che sia troppo e di solito spengo un minuto prima.
Servite in tavola con un poco di coriandolo fresco a decorazione.




mercoledì 9 luglio 2014

Benvenuta!

Eccoci qua io e te, tu ed io ancora una volta.
Eccoci mentre di notte il mio tempo non lo passo più a dormire.
Magari fossero nottate passate a tirar tardi, passate al pub o in discoteca.
Fossero notti passate a passeggiare lungo i viali col caldo estivo e i grilli che cantano.
Forse avrebbe pure senso perdere tutte queste ore di sonno.

E invece no, siamo io e te fra queste mura, fatte di oggetti, di comodità, di tutte le cose che ti possono servire.
E mentre tu vai avanti con la tua vita, io non dormo e non solo di notte.
Io non dormo più, poco importa quello che tu fai nel frattempo.
Perché mentre tu piangi io non dormo, mentre tu mangi io non dormo, mentre tu giochi io non dormo e
pure mentre tu dormi io non dormo.
Forse perché ormai tutto il mio mondo gira intorno a te e così
finisce che anche mentre tu dormi io non dormo e mi beo mentre ti guardo.





Benvenuta vita mia, il 26 maggio sarà per sempre un giorno speciale per me.
Sei arrivata a metà mattinata, sei arrivata dopo tanto che ti aspettavo.

Ti ho stretta fra le mie braccia dandoti il benvenuto, ti ho stretta forte ed è stato come averlo sempre fatto.
Da quel giorno non ci siamo più divise.


Dicono che cambierai la mia vita, in parte lo hai già fatto.
Mi hai cambiato la vita rendendola speciale anche nelle piccole cose, una vita fatta di quotidianità che assume ora un sapore mai provato.


Da parte mia ti regalo l’amore incondizionato di una madre, ti regalo la vita.
Ti auguro che sia piena di gioie e regali, di conoscenze e segreti da svelare.
Ti auguro che sia una vita piena di culture e persone da scoprire, viaggiando per il mondo,
magari tenendo l’Europa in tasca.
Benvenuta vita mia, per ora, c’è l’estate che ti aspetta.