lunedì 2 gennaio 2012

Vicino e lontano da casa.

Tempo di vacanze e tempo di rientri a casa.
Sono partita per Roma qualche giorno prima di Natale e alla fine ho passato a casa dieci giorni. Non stavo a Roma per un tempo così lungo da quando sono partita.

Durante questi mesi sono tornata nella mia città solo per i week end. E’ stato strano stare a casa per un tempo così lungo.


La prima cosa che mi ha colpito è il sole. La presenza del sole per tutto l’arco della giornata, quanto può sembrare scontata.

La seconda cosa che mi ha colpito è la schizofrenia della mia città, da una parte tutto è semplice perché è tutto già conosciuto e scontato, dall’altra tutto è un caos e solo per svolgere alcune commissioni ho dovuto passare tutta la giornata in macchina, toccando posti lontani tra loro per dei chilometri.
Sono dovuta andare al municipio e non vi dico la differenza che c’è fra l’amministrazione italiana e quella olandese!


E poi la compagnia di amici che non vedevo da sei mesi!
Questa è stata la parte più bella perché un conto è tenere una cornetta del telefono in mano e un conto è guardarsi negli occhi, davanti a un piatto di pesce mangiato sulla veranda di un ristorante a ridosso della spiaggia…con il rumore delle onde, il vento leggero e il sole che ti bacia la pelle.

E dunque scontato che non poteva mancare una visita al mare, anche in pieno inverno, guidando la mia macchina nella pace di un posto deserto durante l’inverno, tanto quanto affollato d’estate.

Guido la macchina lungo una litoranea che costeggia il mare. Guido la mia macchina con la radio accesa, il finestrino leggermente abbassato mentre V. mi aspetta, per pranzare insieme, per raccontarci sei mesi, guardandoci negli occhi, sulla veranda di quel ristorante.

E ora che sono tornata ad Amsterdam, in questa città nordica, il contrasto fra il ricordo di quel sole e l’inverno di questa città è davvero forte.

Eppure quanto può essere bella Amsterdam, in ogni stagione.

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